Impermeabilizzazione di un tetto piano a Marcianise: membrana EPDM Hidrostan sopra manto bituminoso esistente.
Riqualificare senza demolire: il caso del Liceo Artistico “O. Buccini”
Non sempre la riqualificazione di una copertura deve necessariamente partire dalla demolizione completa degli strati esistenti.
Nel caso del Liceo Artistico “O. Buccini” di Marcianise, in provincia di Caserta, l’intervento ha affrontato una situazione particolarmente significativa: un tetto piano già impermeabilizzato con un manto bituminoso deteriorato dal tempo, dalle escursioni termiche, dall’esposizione ai raggi UV e dalle condizioni ambientali.
La soluzione adottata è stata quella di realizzare una nuova impermeabilizzazione mediante la posa delle membrane EPDM Hidrostan direttamente sopra il manto bituminoso esistente, evitando la rimozione dello strato preesistente.
La scelta ha consentito di impostare l’intervento secondo una logica di riqualificazione della copertura esistente, riducendo le lavorazioni di demolizione e i relativi costi di smaltimento, con l’obiettivo di realizzare una nuova protezione impermeabile affidabile e duratura.
Il problema: un manto bituminoso esistente ormai deteriorato
Il punto di partenza dell’intervento era una copertura piana protetta da un manto bituminoso esistente, sottoposto nel corso degli anni a escursioni termiche, raggi UV e sollecitazioni ambientali. Come spesso accade nelle coperture esistenti, la situazione non poteva essere affrontata semplicemente come la posa di una nuova membrana su un supporto nuovo, regolare e omogeneo. Il vecchio manto presentava infatti condizioni differenti rispetto a quelle di un supporto di nuova realizzazione, rendendo necessario adottare una soluzione specifica sia per la posa della membrana sia per il suo ancoraggio.
La domanda progettuale era quindi concreta:
era necessario demolire completamente il vecchio sistema impermeabile oppure era possibile recuperare la copertura esistente realizzando sopra di essa una nuova impermeabilizzazione?
Sovrapporre invece di demolire: una scelta progettuale
La rimozione di un vecchio manto impermeabile comporta normalmente attività di demolizione, movimentazione, trasporto e smaltimento del materiale rimosso. Nel caso di una struttura scolastica, inoltre, la gestione del cantiere deve tenere conto anche dell’organizzazione dell’edificio e della necessità di limitare, per quanto possibile, le interferenze con le normali attività dell’istituto. Per questo intervento è stata adottata una soluzione basata sulla sovrapposizione della nuova membrana EPDM Hidrostan al manto bituminoso esistente, evitando la demolizione dello strato preesistente.
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La sovrapposizione, tuttavia, non significa posare la nuova membrana senza verificare il supporto.
Il presupposto fondamentale rimane la corretta valutazione delle condizioni della copertura esistente e la preparazione necessaria a consentire la posa della membrana e l’esecuzione del sistema di fissaggio.
La vera sfida tecnica: impermeabilizzare sopra una copertura esistente
La posa di una membrana impermeabilizzante su una superficie nuova, regolare e omogenea presenta condizioni operative relativamente semplici. La situazione cambia quando la nuova membrana deve essere installata sopra un manto bituminoso esistente, caratterizzato da irregolarità e da condizioni differenti rispetto a un supporto di nuova realizzazione. Nel caso del Liceo “O. Buccini”, questa condizione ha rappresentato uno degli aspetti tecnici più importanti dell’intervento. La membrana EPDM Hidrostan è stata quindi installata tenendo conto delle caratteristiche effettive del supporto, evitando tensionamenti eccessivi e assicurando la corretta conformazione della membrana in corrispondenza dei raccordi, dei risvolti e dei dettagli costruttivi. Il risultato dipende in questo caso non soltanto dalle caratteristiche della membrana, ma dall’interazione tra:
supporto esistente + sistema di fissaggio + membrana EPDM + corretta posa in opera.
Perché è stato utilizzato il fissaggio meccanico
Una delle caratteristiche distintive dell’intervento di Marcianise è il ricorso al fissaggio meccanico della membrana EPDM. La scelta è stata legata alle caratteristiche del supporto sottostante e alla necessità di realizzare un sistema di ancoraggio adeguato alle condizioni della copertura. Il fissaggio meccanico consente di ancorare la membrana al supporto mediante appositi elementi di fissaggio, dimensionati in funzione della natura del sottofondo, degli strati presenti e delle sollecitazioni previste, con particolare attenzione all’azione del vento. Il sistema prevede il fissaggio direttamente attraverso la membrana EPDM, mediante un elemento costituito da vite e tassello, scelto in relazione alle caratteristiche del supporto e alle esigenze di ancoraggio. L’obiettivo è ottenere una stabilità adeguata della membrana senza provocare deformazioni, lacerazioni o danneggiamenti permanenti del materiale.
Fissaggio meccanico EPDM: come viene gestito il punto di ancoraggio
Il fissaggio meccanico richiede particolare attenzione nella gestione del punto in cui l’elemento di ancoraggio attraversa la membrana. Nel sistema descritto nella referenza, dopo l’installazione del fissaggio viene eseguito il ripristino localizzato dell’impermeabilità.
La procedura prevede:
preparazione e pulizia della superficie circostante il punto di fissaggio;
trattamento con i prodotti adesivi previsti dal sistema;
riempimento del foro con sigillante elastomerico a memoria di forma;
applicazione di una toppa in membrana EPDM;
utilizzo dell’adesivo specifico per EPDM;
accurata pressione della toppa per eliminare eventuali bolle d’aria o zone non aderenti.
Questa fase è particolarmente importante perché permette di gestire il punto di ancoraggio preservando la continuità del sistema impermeabilizzante. La corretta esecuzione dei dettagli assume quindi un’importanza pari a quella della posa della membrana sulla superficie principale.
La preparazione del supporto
Anche quando si sceglie di conservare il manto impermeabile esistente, la preparazione del supporto rimane una fase fondamentale. Il documento tecnico della referenza indica come condizioni necessarie un supporto:
stabile;
sufficientemente planare;
pulito;
privo di elementi che possano compromettere la corretta posa della membrana;
idoneo all’installazione degli elementi di fissaggio.
La membrana viene successivamente stesa e posizionata secondo il progetto di impermeabilizzazione, evitando tensionamenti eccessivi e prestando attenzione ai raccordi, ai risvolti e ai dettagli. È proprio nella gestione di questi dettagli che la posa professionale diventa parte integrante della prestazione complessiva del sistema.
Membrana EPDM Hidrostan: flessibilità e adattabilità
La soluzione adottata a Marcianise si basa sull’utilizzo di una membrana in EPDM Hidrostan, tecnologia sviluppata per applicazioni di impermeabilizzazione caratterizzate dalla necessità di elevata elasticità, resistenza e durabilità. Una delle caratteristiche evidenziate nella documentazione è la capacità delle membrane di adattarsi a supporti e configurazioni differenti, compresi interventi realizzati sopra impermeabilizzazioni bituminose esistenti. La progettazione della membrana tiene conto della geometria reale della superficie da impermeabilizzare. Le membrane Hidrostan possono infatti essere realizzate prefabbricate e tagliate su misura, con formati fino a 450 m² in un unico foglio, pari a 15 × 30 metri, sulla base delle dimensioni definite nella fase progettuale. La possibilità di lavorare con elementi di grandi dimensioni permette di ridurre le lavorazioni e i tagli da eseguire direttamente in cantiere.
Membrane EPDM preformate e realizzate su misura
La possibilità di fornire membrane già dimensionate in funzione della superficie costituisce un elemento importante nella progettazione dell’impermeabilizzazione. La membrana può essere preparata tenendo conto della geometria del tetto, dei raccordi e dei dettagli architettonici. L’obiettivo è ottenere una configurazione precisa della membrana e limitare le lavorazioni necessarie direttamente in cantiere. La leggerezza e la flessibilità del materiale facilitano inoltre le operazioni di movimentazione e posa.
La scelta dello spessore della membrana EPDM
Lo spessore della membrana rappresenta uno degli elementi da considerare nella progettazione di un sistema di impermeabilizzazione.
La documentazione Hidrostan indica diversi spessori disponibili:
0,70 – 1,00 – 1,20 – 1,50 – 2,00 mm.
La scelta dello spessore deve essere effettuata in funzione delle condizioni di utilizzo e delle sollecitazioni alle quali sarà sottoposta la copertura.
Tra gli elementi da considerare rientrano:
geometria della superficie;
condizioni climatiche;
sollecitazioni meccaniche;
escursioni termiche;
destinazione d’uso del lastrico;
eventuali carichi dinamici o statici.
In particolare, il documento evidenzia l’importanza della capacità della membrana di assorbire e compensare le dilatazioni provocate dai cicli termici senza compromettere le proprie caratteristiche meccaniche.
Resistenza agli agenti atmosferici
Tra le caratteristiche tecniche indicate per le membrane EPDM Hidrostan rientrano la resistenza all’ozono e all’ossigeno e la stabilità in condizioni statiche e dinamiche. La documentazione evidenzia inoltre la resistenza alla degradazione causata dall’invecchiamento atmosferico e la capacità di mantenere le proprie caratteristiche in un ampio intervallo di temperature.
Un intervento pensato per ridurre demolizioni e lavorazioni
Il caso del Liceo Artistico “O. Buccini” dimostra una modalità di intervento orientata al recupero della copertura esistente. La decisione di sovrapporre la membrana EPDM al manto bituminoso esistente ha permesso di evitare la demolizione dello strato preesistente e le conseguenti operazioni di smaltimento.
In questo senso, l’intervento può essere letto attraverso tre aspetti:
Riduzione delle demolizioni
Il vecchio manto non è stato rimosso, evitando le lavorazioni necessarie alla sua demolizione.
Riduzione delle attività di smaltimento
Non è stato necessario gestire lo smaltimento dell’intero manto bituminoso rimosso.
Continuità delle attività dell’edificio
La combinazione di questi elementi ha permesso di impostare la riqualificazione secondo un approccio meno invasivo rispetto alla demolizione completa della stratigrafia esistente.
La posa in opera: una componente fondamentale del sistema
Un sistema di impermeabilizzazione non è costituito esclusivamente dalla membrana. Il risultato finale dipende dalla corretta combinazione tra materiale, progettazione, preparazione del supporto, sistema di fissaggio e posa in opera. Nel caso di Marcianise, il contributo di Edilasfalti Srl, guidata dal Geom. Andrea Sivieri, viene indicato nella referenza come determinante per l’esecuzione dell’intervento. La posa è stata eseguita su un manto bituminoso preesistente caratterizzato da condizioni non uniformi, rendendo necessario un approccio particolarmente accurato nella gestione della membrana e dei punti di fissaggio.
È proprio questa collaborazione tra tecnologia e competenza applicativa a consentire al sistema di esprimere le proprie caratteristiche di tenuta, durabilità e resistenza agli agenti atmosferici.
La referenza di Marcianise dimostra quindi che, quando le condizioni del supporto lo consentono, riqualificare una copertura non significa necessariamente demolire ciò che esiste, ma può significare progettare correttamente il nuovo sistema in relazione alla copertura esistente.
FAQ — Impermeabilizzazione EPDM Hidrostan sopra bitume esistente
È sicuro posare una membrana EPDM sopra un vecchio manto bituminoso? Sì. La membrana Hidrostan, grazie alla sua elevata elasticità (oltre il 300%), è in grado di adattarsi alle irregolarità del supporto sottostante senza comprometterne la tenuta, a condizione che il fissaggio sia progettato correttamente — come nel caso del sistema meccanico adottato a Marcianise.
Perché non si è preferito rimuovere il bitume esausto prima di intervenire? La rimozione avrebbe generato rifiuti speciali da smaltire, con relativi costi di trasporto e conferimento in discarica. Sovrapporre la nuova membrana ha permesso di evitare questi costi e di non gravare sul bilancio dell'amministrazione scolastica, senza rinunciare alla qualità dell'intervento.
Perché è stato scelto un fissaggio meccanico e non un sistema incollato o zavorrato? Perché il supporto esistente, essendo un vecchio manto deteriorato, non offriva l'uniformità di una base nuova , e i il solaio non garantiva ulteriori carichi di zavorra. Il fissaggio meccanico garantisce un ancoraggio solido e indipendente dallo stato del bitume sottostante, assicurando continuità e durata nel tempo.
Questa soluzione è applicabile solo a edifici scolastici o anche ad altre tipologie di edifici? Il principio della sovrapposizione su bitume esausto è applicabile a qualsiasi copertura piana esistente, pubblica o privata, ogni volta che il vecchio manto è in condizioni tali da poter fungere da supporto per il nuovo sistema, previa valutazione tecnica del caso.
Quali vantaggi ambientali offre questo approccio rispetto alla rimozione totale? Nessuna produzione di rifiuti da smaltimento, nessuna emissione legata al trasporto e al conferimento in discarica, e un cantiere con un impatto complessivo nettamente inferiore rispetto a un intervento di demolizione e ricostruzione.
Quanto dura nel tempo una copertura Hidrostan posata in questo modo? La durabilità dipende dalla qualità del fissaggio e dalla corretta progettazione della posa, non dallo spessore del manto: l'EPDM Hidrostan è progettato per resistere a sollecitazioni termiche estreme (da -50°C a +130°C) e mantenere le proprie prestazioni nel lungo periodo.
Devi riqualificare un tetto piano esistente?
La soluzione di impermeabilizzazione deve essere progettata in funzione delle caratteristiche reali della copertura, del supporto esistente e delle sollecitazioni previste.
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