Rivestimento evaporativo Dwall vs Intonaco deumidificante tradizionale: quale scegliere per il risanamento delle murature umide? Ma si tratta davvero di prodotti simili?

Nel risanamento delle murature interessate da umidità di risalita o fenomeni di condensa, la scelta della tecnologia di rivestimento più idonea rappresenta un passaggio decisivo per garantire risultati concreti e duraturi nel tempo. Tuttavia, un confronto approfondito basato su parametri tecnico-prestazionali viene raramente affrontato: nella maggior parte dei casi, la valutazione si limita a un semplice raffronto economico. Ma si tratta davvero di prodotti simili? E corretto considerare come equivalenti, oppure si tratta di soluzioni profondamente diverse per principio di funzionamento e prestazioni?

L’analisi di comparazione qui sotto riportata porta a un lettura diversa:

Traspirabilità e migrazione del vapore

Analizzando nel dettaglio le differenze tecniche, emerge come la traspirabilità e la migrazione del vapore acqueo, ossia la capacità della muratura di “respirare” rappresentino uno degli aspetti più critici, sebbene spesso sottovalutati. Il rivestimento deumidificante Dwall presenta un coefficiente di resistenza al vapore μ ≈ 3, estremamente basso, che consente una migrazione del vapore rapida e continua verso l’esterno. Al contrario, un intonaco deumidificante tradizionale registra valori pari a μ ≈ 10, e a volte 15, significativamente più elevati, che limitano la permeabilità al vapore. Ne deriva un chiaro vantaggio per Dwall, in quanto favorisce un’asciugatura più efficace della muratura e riduce sensibilmente il rischio di accumulo di umidità all’interno della struttura.

Per una corretta interpretazione dei dati, si ricorda che il valore μ (si legge “mu”) rappresenta il coefficiente di resistenza alla diffusione del vapore acqueo. Si tratta di un parametro adimensionale, ampiamente utilizzato nella fisica delle costruzioni, che esprime la capacità di un materiale di opporsi al passaggio del vapore per diffusione. Valori di μ bassi (prossimi a 1) indicano materiali altamente traspiranti e permeabili, nei quali il vapore acqueo può transitare con maggiore facilità.

 Conducibilità termica (isolamento)

Un intervento di risanamento efficace non può limitarsi alla sola funzione deumidificante. È necessario adottare un approccio integrato che consideri simultaneamente, la gestione del vapore acqueo e il comportamento termico del rivestimento. Solo attraverso questa visione combinata è possibile garantire risultati concreti e duraturi. La conducibilità termica incide direttamente non solo sull’efficienza energetica dell’edificio, ma anche sul comportamento igrometrico della superficie muraria.

  • Rivestimento deumidificante Dwall: λ ≈ 0,032 W/mK

  • Intonaco deumidificante tradizionale: λ ≈ 0,50 W/mK

Il divario tra i due valori è estremamente significativo: l’intonaco tradizionale presenta una conducibilità termica circa 15 volte superiore portando a disperdere maggiormente il calore rispetto al rivestimento Dwall. Un materiale con elevata conducibilità termica non è in grado di limitare le dispersioni di calore, mantenendo la superficie interna della muratura più fredda. Questa condizione è particolarmente critica negli interventi su murature umide, che risultano già di per sé caratterizzate da temperature superficiali inferiori rispetto alle strutture asciutte.

Trascurare il parametro della conducibilità termica nella scelta del rivestimento può comportare conseguenze rilevanti. L’utilizzo di materiali ad alta λ su murature umide e fredde può favorire la formazione di condense superficiali, creando le condizioni ideali per la proliferazione di muffe e il conseguente degrado degli ambienti interni.

Comportamento meccanico ed elasticità nei sistemi di rivestimento

Nel risanamento delle murature, il comportamento meccanico del rivestimento riveste un ruolo determinante ai fini della durabilità dell’intervento. In particolare, il modulo elastico del materiale influenza direttamente la capacità del sistema di adattarsi alle sollecitazioni e alle deformazioni del supporto.

• Rivestimento deumidificante Dwall: modulo elastico ≈ 136 kPa (maggiore elasticità)

• Intonaco tradizionale: modulo elastico ≈ 150 kPa (maggiore rigidità)

Sebbene la differenza numerica possa apparire contenuta, dal punto di vista prestazionale essa si traduce in un comportamento significativamente diverso in opera. Un sistema più elastico, come Dwall, è in grado di assorbire e dissipare le micro-deformazioni della muratura — dovute a variazioni termo-igrometriche, assestamenti o sollecitazioni strutturali — riducendo in modo sensibile il rischio di fessurazioni e distacchi nel tempo.

Al contrario, un rivestimento più rigido, come un intonaco risanante o tradizionale, tende a opporsi a tali movimenti, generando tensioni interne che si traducono frequentemente in fenomeni fessurativi. Di fatti un aspetto critico degli intonaci tradizionali è rappresentato dal ritiro plastico, fenomeno che si verifica nelle prime fasi di presa e asciugatura a seguito della perdita d’acqua d’impasto. Dal punto di vista tecnico, il ritiro plastico negli intonaci cementizi può assumere valori indicativi compresi tra 0,3 e 0,8 mm/m, a seconda della composizione, delle condizioni ambientali e delle modalità applicative.

La formazione di microfessure e cavillature non rappresenta soltanto un difetto estetico, ma costituisce un fattore critico sotto il profilo funzionale. Tali discontinuità possono infatti:

• favorire la penetrazione dell’acqua all’interno del corpo dell’intonaco;

• compromettere la capacità deumidificante del sistema;

• accelerare i fenomeni di degrado, soprattutto in presenza di sali e cicli di bagnato-asciutto.

La valutazione del comportamento meccanico non può essere quindi trascurata nella scelta di un sistema di risanamento. Un rivestimento capace di adattarsi alle deformazioni del supporto, limitando ritiro e fessurazioni, rappresenta una condizione essenziale per garantire affidabilità, durabilità e prestazioni costanti nel tempo.

Fattore SD e gestione del vapore

Nel risanamento delle murature soggette a umidità, il fattore SD (spessore equivalente d’aria) rappresenta un parametro fondamentale per valutare il comportamento di un materiale nei confronti della diffusione del vapore acqueo. Esso esprime, in termini pratici, la resistenza che uno strato oppone al passaggio del vapore, rapportata a uno spessore equivalente di aria.

• Rivestimento deumidificante Dwall: spessore del pacchetto cm 1,5 = SD ≈ 2,70 di aria

• Intonaco deumidificante tradizionale: spessore del pacchetto cm 3 = SD ≈ 30 cm di aria

Un elemento tecnico determinante è rappresentato dallo spessore applicativo: Questo aspetto è cruciale, poiché il fattore SD è il risultato della combinazione tra il coefficiente di resistenza al vapore (μ) e lo spessore del materiale. Pertanto, un sistema più sottile ma tecnologicamente evoluto può garantire prestazioni di diffusione del vapore più efficienti e controllate rispetto a soluzioni più spesse ma meno performanti.

Nel caso di Dwall, il valore SD ≈ 2,70 cm deve essere interpretato alla luce di:

• uno spessore ridotto, che limita l’accumulo di umidità all’interno del materiale;

• una struttura funzionale progettata per favorire la migrazione continua del vapore;

• una bassa resistenza intrinseca (μ) che consente un equilibrio dinamico tra ingresso e uscita del vapore.

Al contrario, nei sistemi tradizionali, sebbene il valore SD dichiarato possa risultare basso l’aumento dello spessore complessivo e la natura materica dell’intonaco porta a una gestione meno efficiente del flusso di vapore, con possibili fenomeni di accumulo interno.

Reazione al fuoco un valore poco attinente.

E opportuno precisare fin da subito che la reazione al fuoco, pur essendo un requisito fondamentale in ambito normativo, non incide direttamente nella risoluzione delle problematiche legate all’umidità di risalita o ai fenomeni di condensa. Si tratta di un parametro indipendente rispetto alle prestazioni igrometriche del sistema. Nel confronto tra sistemi di rivestimento per il risanamento delle murature, la reazione al fuoco rappresenta un parametro di sicurezza imprescindibile, soprattutto in contesti soggetti a normative stringenti.

Sia il rivestimento Dwall sia gli intonaci deumidificanti tradizionali rientrano nella stessa classe di reazione al fuoco Classe A1 (Euroclasse) — il livello più elevato in termini di comportamento al fuoco, che identifica materiali non combustibili e privi di contributo all’incendio.

Tuttavia, sotto il profilo applicativo ed economico, la classificazione A1 assume un’importanza strategica. La possibilità di impiegare un sistema come Dwall, che unisce prestazioni tecniche avanzate alla massima classe di reazione al fuoco, consente di:

• ampliare i campi di utilizzo senza necessità di soluzioni alternative; come musei e spazi espositivi, strutture ricettive alberghi, residence, ecc.

• ridurre i costi complessivi di progetto, evitando l’integrazione di materiali aggiuntivi per l’adeguamento alle normative antincendio;

• semplificare le specifiche tecniche in fase progettuale e realizzativa.

Grazie a queste caratteristiche, Dwall può essere integrato efficacemente anche in ambienti dove è richiesta un’elevata prestazione al fuoco, quali:

Tempi di applicazione e asciugatura

Nel contesto degli interventi su murature interessate da umidità di risalita o condensa, i tempi di applicazione e asciugatura rappresentano un fattore determinante sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello operativo. La presenza o meno di acqua nei cicli di posa incide infatti direttamente sull’efficacia dell’intervento e sulla durabilità delle finiture.

Il rivestimento deumidificante Dwall: sistema a posa a secco, immediatamente non richiede aggiunta di acqua, consentendo una continuità operativa senza interruzioni e una consegna del cantiere in tempi estremamente rapidi. Intonaco deumidificante tradizionale invece, richiede mediamente 5–10 litri di acqua per ogni centimetro di spessore applicato, con conseguenti tempi di asciugatura prolungati e fortemente dipendenti dalle condizioni ambientali.

L’introduzione di grandi quantità di acqua in fase applicativa rappresenta un aspetto critico, soprattutto in contesti già compromessi da elevata umidità. In particolare:

• aumenta il contenuto igrometrico complessivo della muratura, prolungando i tempi necessari per il raggiungimento dell’equilibrio;

• può favorire la creazione di ponti capillari temporanei, facilitando la migrazione dei sali solubili presenti nel supporto;

• accelera i fenomeni di degrado delle finiture, dovuti alla cristallizzazione salina e ai cicli di bagnato-asciutto.

Se l’acqua è riconosciuta come uno dei principali agenti di degrado — soprattutto quando proveniente dal sottosuolo e quindi ricca di sali — risulta tecnicamente coerente limitare, ove possibile, il suo apporto durante le fasi di intervento.

La gestione dei tempi di cantiere non può essere disgiunta da una valutazione tecnica del comportamento dei materiali. Nei sistemi tradizionali, l’impiego d’acqua rappresenta un limite intrinseco, soprattutto negli interventi su murature già umide. Al contrario, un sistema a secco come il rivestimento coibente Dwall consente di intervenire in modo rapido, pulito e tecnicamente più coerente con la natura del problema, evitando di introdurre ulteriori fattori di rischio e garantendo prestazioni più stabili nel tempo.

Spessore del pacchetto

Nel mondo del risanamento edilizio, specialmente quando si opera su edifici storici o vincolati, il progetto si trasforma spesso in una sfida millimetrica. La necessità di proteggere le murature dall'umidità risalente deve scontrarsi con la conservazione dei volumi originali e degli spazi interni.

In questo contesto, il confronto tra le tecnologie tradizionali e le soluzioni innovative come il rivestimento deumidificante Dwall segna un punto di svolta fondamentale. La differenza principale risiede nell'efficienza volumetrica. Mentre un intervento standard richiede spessori generosi per funzionare correttamente, la tecnologia Dwall ottimizza le prestazioni in uno spazio ridotto. Gli edifici soggetti a tutela della Soprintendenza richiedono soluzioni che rispettino il manufatto originale. Dwall si inserisce perfettamente in questo scenario grazie alla sua natura non invasiva.

Laddove un intonaco da 3 cm risulterebbe troppo impattante o altererebbe le proporzioni di corridoi e stanze affrescate, i 15 mm di Dwall offrono una risposta tecnica d'eccellenza che coniuga la scienza dei materiali con il rispetto del patrimonio architettonico

Durabilità nel tempo

Il limite principale degli intonaci deumidificanti tradizionali è la loro natura "sacrificale". Essendo basati sulla porosità, tendono ad accumulare sali igroscopici al loro interno. Gli intonaci tradizionali sono soggetti ad un degrado progressivo causato dai cicli umido-secco. L'accumulo costante di sali porta alla saturazione dei pori, causando nel tempo distacchi, rigonfiamenti e polverizzazione superficiale. Il rivestimento deumidificante Dwall, invece, grazie alla sua composizione con materiali non deperibili, non subisce alterazioni strutturali. Le prestazioni rimangono inalterate nel lungo periodo poiché il materiale non si degrada a contatto con l'umidità, garantendo una protezione costante senza necessità di ciclici rifacimenti.

Nell'edilizia moderna si deve guardare all'ambiente. In questo senso, Dwall si distingue per essere un elemento naturale pienamente integrato nei principi della bioedilizia utilizzando materiali ecosostenibili .

• Materiali Naturali: A differenza di molti intonaci tradizionali additivati con resine o composti sintetici, Dwall sfrutta le proprietà di elementi naturali tipici dell'edilizia tradizionale.

• Riduzione degli Sprechi: Grazie allo spessore di soli 15 mm, il consumo di materia prima è dimezzato rispetto ai 30 mm dell'intonaco standard. Questo significa meno materiale da trasportare, meno energia consumata per la produzione e una drastica riduzione dei rifiuti di cantiere.

• Salubrità: Essendo un sistema traspirante e naturale, contribuisce attivamente al benessere abitativo, regolando l'umidità interna e prevenendo la formazione di muffe in modo ecologico.

Tabella riassuntiva delle principali differenza tra il rivestimento Dwall e un intonaco macro poroso

Il rivestimento evaporativo Dwall non è un semplice sostituto degli intonaci deumidificanti tradizionali. Si tratta di un sistema tecnologico avanzato che integra in un unico prodotto:

• elevata traspirabilità,

• isolamento termico,

• rapidità di posa,

• elasticità,

• durabilità nel tempo.

Mentre l’intonaco tradizionale agisce in modo passivo (accumula umidità e poi la lascia evaporare), Dwall funziona come un sistema attivo di gestione dell’umidità e dell’energia, offrendo prestazioni superiori e risultati più stabili nel tempo.

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